giovedì 17 giugno 2010

Gli Scalvini emigrano in massa

La Valle di Scalve confina con la Valtellina, la Valcamonica e la Valseriana. Sotto il profilo amministrativo fa parte della provincia di Bergamo. I capiluoghi dei suoi quattro comuni sono Schilpario, Vilminore, Azzone e Colere. Il comune di Oltrepovo nel 1927 è stato unito a Vilminore. All'inizio del novecento prevale una agricoltura montana di sussitenza: allevamento, pastorizia, attività casearia, cerealicultura,il taglio del bosco. A livello domestico si pratica la tessitura del lino, della canapa e della lana. Nelle miniere di Manina e di Schilpario si estrae la siderite, minerale che poi viene fuso in forni alimentati dal carbone di legna. Le attività economiche locali non producono un reddito sufficiente per una popolazione di circa 5800 unità. Molte famiglie sono in miseria. Pertanto non resta che emigrare. I primi scalvini emigrati scrivono ad amici e parenti che in negli Stati Uniti d'America si trova facilmente lavoro nelle miniere, nei cantieri e in campagna.
La retribuzione era due tre volte superiore a quella che si percepiva in Italia. Da una ricerca nel sito ellisisland.com sono riuscito a raccogliere i nomi degli scalvini emigrati in America fra il 1890 e il 1921. Lavoro complesso, sicuramente non completo, che comunque giustifica il termine emigrazione di massa usato nel titolo. Nei prossimi post esporrò il risultato della mia ricerca indicando per ogni emigrante il paese di origine, l'anno di emigrazione,il cognome, il nome, l'età anagrafica alla data di emigrazione. Quasi tutti attraversano l'oceano Atlantico partendo dal porto francese di Le Havre e tutti, dopo l'arrivo al porto di New York, vengono registrati nel centro di accoglienza di Ellis Island. Per il momento interrompo la narrazione del viaggio di nonno Francesco verso l'America.

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